Vi siete mai chiesti perché si muore dopo soli settanta o cento anni di vita?
A prescindere da traumi scontati come la guerra, l'assassinio, gli incidenti e le scelte di vita sbagliate, qual è la reale causa di morte degli esseri umani? Perché le probabilità di continuare ad avere una vita sana, vitale e significativa sembrano diminuire quando si oltrepassa la cosidetta soglia della "mezza età" e con il successivo avvicinarsi al traguardo del secolo di vita? Gli scienziati, la professione medica e gli studiosi concordano sul fatto che il corpo umano ha una miracolosa capacità di sostenere la vita. E' stato documentato che la maggior parte dei circa cinquanta trilioni di cellule di cui è costituito l'essere umano medio, ha la capacità di autoripararsi e riprodursi lungo l'arco della vita. In altre parole siamo costantemente impegnati nel rinnovamento e nella ricostruzione di noi stessi dall'interno!
Fino a poco tempo fa, gli scienziati ritenevano che ci fossero due eccezioni al fenomeno della rigenerazione cellulare. E' interesse notare che questi casi speciali riguardano le cellule dei due centri che si identificano più da vicino con le qualità spirituali che ci rendono ciò che siamo: il cervello e il cuore umani. Sebbene alcuni studi abbiano dimostrato che le cellule di questi organi hanno realmente la capacità di rigenerarsi, è anche evidente che dimostrano una tale durevolezza, da poter esistere una vita intera senza averne bisogno!
Quindi, siamo tornati alla domanda iniziale: perché l'età massima degli esseri umani sembra aggirarsi intorno al limite dei cento anni? Cos'è che ci fa morire?
Fatta eccezione per il cattivo uso dei farmaci e per le diagnosi mediche errate, la più grande malattia mortale in cui incorrono le persone oltre i sessantacinque anni di età è rappresentata dalla cardiopatie. Sono affascinato da questa statistica, a causa del lavoro ininterrotto svolto dal cuore umano in modo impeccabile. In media un cuore ha centomila battiti al giorno - pari a più di trentacinque milioni di battiti all'anno - e ogni ventiquattro ore pompa poco più di cinque litri di sangue lungo un percorso formato approssimativamente da 19000 chilometri di arterie, vene e capillari. Il cuore sembra avere un ruolo talmente fondamentale nel definire chi e cosa diventiamo nella vita, da essere il primo organo a formarsi nel grembo materno, ancor prima del cervello. In termini ingegneristici, quando il successo di un intero progetto dipende da una sola componente le viene assegnato la status di "componente critica" della missione. Ad esempio, quando un programma spaziale spedisce una rover su Marte, dove non ci sarà nessuno per riparare eventuali guasti, per assicurare il successo della missione gli ingegneri devono adottare una di queste due opzioni: 1.costruire il pezzo della rover la cui dipende l'intera missione - la componente critica - con una precisione tale da impedirgli di mal funzionare, oppure 2.costruire dei sistemi di supporto, affiancati da altri backup di questi sistemi. Talvolta vengono perfino sviluppate entrambe le alternative. Evidentemente, l'organo prodigioso che arricchisce di sangue vitale ogni singola cellula del corpo umano si è evoluto - o in base ad un disegno cosciente, o in seguito a processi naturali, fino a diventare la componente critica del nostro corpo, il "pezzo" più capace di autoripararsi e il più durevole. Così, ogni volta che la perdita di una persona cara è causata dal "cedimento" di un organo splendido come questo dobbiamo chiederci che cosa sia realmente accaduto a quella persona. Perché l'organo che si sviluppa per primo nel corpo umano, che lavora tanto instancabilmente e tanto a lungo ed è dotato di cellule tanto durevoli di non aver nemmeno bisogno di riprodursi, dovrebbe semplicemente smettere di funzionare dopo pochi decenni? Non ha senso...a meno che non ci sia un altro fattore di cui non si è tenuto conto.
La medicina moderna normalmente attribuisce le cardiopatie ad una vasta serie di fattori imputabili sia alla forma fisica che allo stile di vita: dal colesterolo alla dieta, dalle tossine ambientali allo stress. Sebbene tali cause possano risultare accurate a livello puramente chimico, servono bene poco a spiegare l'esistenza delle disfunzioni cardiache. Cosa significa realmente l'espressione "arresto cardiaco"?
Forse non è una coincidenza che tutti i fattori dello stile di vita normalmente collegati all'arresto cardiaco siano anche rapportabili a una forza che comunica con l'universo stesso: le emozioni umane. E' forse un sentimento che proviamo nel corso della vita a condurre al catastrofico arresto del più importante organo del corpo umano? La risposta è sì.
tratto da: LA GUARIGIONE SPONTANEA DELLE CREDENZE
(THE SPONTANEOUS HEALING OF BELIEF). Gregg Braden
(THE SPONTANEOUS HEALING OF BELIEF). Gregg Braden
