Per parlare dei passaggi che conducono alla santità bisogna introdurre e soffermarsi sul concetto di Vuoto. Infatti per la filosofia taoista il Vuoto è la "chiave" che permette l'accesso ad una comprensione e ad una saggezza che incarnano l'arte di vivere, fondata sui principi di Vuoto del cuore e non-agire.
Il concetto di vuoto in Occidente dà adito a poche riflessioni: il vuoto è vuoto ed è talora assimilabile al nulla. Nel pensiero cinese è, invece, una nozione essenziale. Il Vuoto è la sede della vita; è un elemento dinamico, condizione senza la quale non si opera nessuna trasformazione. La stessa Pienezza, intesa come realizzazione e compiutezza, non può verificarsi senza il Vuoto, che ne consente lo sviluppo e il dispiegarsi, permettendo agli elementi che compongono un sistema di trasformarsi e ricomporsi in unità.
Il Vuoto ha quindi un valore funzionale. A livello ontologico, fisico, psichico e spirituale, permette un processo di interiorizzazione e di trasformazione grazie al quale ogni elemento, ogni essere raggiunge sé stesso e coglie il suo Altro da sé.
"Il Tao ha per origine il Vuoto. Dal Vuoto è nato il cosmo da cui emana il Soffio Vitale". Se il Tao ha origine il Vuoto, per animare il Diecimila esseri è necessario il Vuoto da cui procedono il Soffio primordiale e gli altri Soffi vitali. La vita stessa avviene nel Vuoto mediano, spazio tra Cielo e Terra dove si operano gli scambi dei Soffi.
Anche lo yin e lo yang, per esprimere la loro dinamicità, hanno bisogno del Vuoto. Le coppie yin/yang e Pieno/Vuoto sono sempre correlate. [...]
Dalla vita quotidiana sono tratte alcune delle immagini più comprensibili e compiute del Vuoto:
"Trenta raggi si congiungono ad un mozzo unico
Questo vuoto nel carro permette l'uso
Con una zolla d'argilla si dà forma ad un vaso
Questo vuoto nel vaso permette l'uso
Si dispongono le porte e le finestre per una stanza
Questo vuoto nella stanza permette l'uso
L'avere permette il vantaggio
Il non-avere permette l'uso"
TRATTO DA: FILOSOFIA DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.
Claude Larre, Fabrizia Berera