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7 aprile 2013

Il nostro modo perduto di pregare

C'è qualcosa, "là fuori". Appena oltre la nostra percezione del mondo quotidiano esiste una presenza, o una forza,  che nello stesso tempo è misteriosa e confortante. Ne parliamo, la percepiamo, crediamo in questa forza e le rivolgiamo le nostre preghiere, forse senza nemmeno comprendere esattamente che cosa essa sia!

Le antiche tradizioni conoscevano l'esistenza di questa presenza e le assegnavano nomi diversi come Trama della Creazione o Spirito divino. Sapevano anche come applicarla nella vita quotidiana. Con le parole del loro tempo hanno tramandato a noi, gente del loro futuro, istruzioni dettagliate su come usare questa forza invisibile per realizzare la guarigione nel corpo fisico, nei nostri rapporti interpersonali e nel mondo, portandovi la pace. Oggi sappiamo che il linguaggio collega fra loro queste tre sfere di azione, in termini di una modalità "perduta" di preghiera.
A differenza delle preghiere tradizionali che possiamo aver formulato in passato, però, questo modo di pregare non fa uso di parole. Si basa piuttosto sul linguaggio silenzioso delle emozioni umane. Ci invita a evocare in noi stessi un senso di gratitudine e apprezzamento, come se le nostre preghiere fossero già state esaudite. Secondo gli antichi, questa qualità del sentire ci offre una via di accesso diretta al potere creativo: quello dello Spirito divino. 
Nel XX secolo, la scienza moderna ha probabilmente riscoperto quello Spirito sotto forma di un cambiamento energetico, diverso da ogni altra forma di energia. Esso sembra essere presente sempre e ovunque, e pare esistere dall'inizio dei tempi. Max Planck, concordemente considerato come il padre della fisica quantistica, sosteneva che l'esistenza di quel Campo indicava che il mondo fisico fa capo ad una grandiosa forma di intelligenza: "Dobbiamo supporre che dietro a questa forza esista una mente cosciente ed intelligente". Da ciò egli trasse una semplice conclusione: "Questa mente è la matrice di tutta la materia". Riferendosi a tale concetto col nome di teoria unitaria dei campi, la ricerca contemporanea ha dimostrato come la matrice di Planck sia effettivamente dotata di intelligenza. Proprio come sostenevano gli antichi, il Campo risponde alle emozioni umane! A prescindere da come si chiami e da come lo definiscano la scienza e la religione, è chiaro che là fuori esiste qualcosa - una forza, un campo, una presenza - che rappresenta "la grande calamita" che ci attira costantemente gli uni verso gli altri e ci collega con un potere superiore. Sapendo che questa forza esiste, è veramente sensato ritenere che si possa stabilire con essa una comunicazione utile e significativa per la vita umana. Alla fine, forse scopriremmo che lo stesso potere che guarisce le nostre ferite più profonde e crea la pace fra le nazioni, è proprio quello che detiene anche la chiave della nostra sopravvivenza in quanto specie. [...]
Più del novantacinque per cento della popolazione mondiale crede nell'esistenza di un potere superiore e più della metà di quella percentuale lo chiama "Dio". 
Ora, non è tanto questione di sapere se "là fuori" c'è effettivamente qualcosa, quanto di capire cosa rappresenti quel "qualcosa" per la vita umana. Come possiamo riuscire a comunicare con il potere superiore in cui così tanti di noi credono? Le antiche tradizioni che migliaia di anni fa hanno svelato i segreti della natura, ci hanno tramandato una risposta anche in questo caso. Come era prevedibile, il linguaggio che ci collega con Dio è localizzato in un'esperienza molto comune e condivisa da tutti noi: i sentimenti e le emozioni umane. Evocando in noi stessi una determinata qualità di sentimento, in realtà utilizziamo una qualità di preghiera che è stata ampiamente dimenticata dopo le ormai note revisioni bibliche del quarto secolo. La chiave per poter utilizzare l'umano sentire come un "linguaggio di preghiera" consiste semplicemente nel comprendere il funzionamento della preghiera. Nei santuari più remoti ed isolati rimasti tuttora nei luoghi meno scalfiti dalla civiltà moderna, oggi è ancora possibile ritrovare alcuni fra gli esempi meglio conservati di come possiamo riuscire a rivolgerci direttamente a quella presenza, la cui esistenza è riconosciuta dal novantacinque per cento degli esseri umani.

tratto da: LA SCIENZA PERDUTA DELLA PREGHIERA. Il potere nascosto della Bellezza, della Benedizione, della Saggezza e del Dolore. Gregg Braden